di Manfredi Ziino

Era il 1993 ( o forse per ora è meglio dire il 1992). Il primo web browser Mosaic iniziava ad essere molto popolare tra sgli smanettoni informatici, e Microsoft cominciava a studiare le sue contromosse… come una partita a scacchi! Il SEGA Mega Drive ed il NINTENDO Game Boy rappresentavano la massima espressione del divertimento interattivo, mentre smarthpone e tablet non avevano un ruolo neanche in Ritorno al Futuro II, anno 2015.

In quel periodo trascorrevo buona parte delle mie giornate in mezzo al mare, a cercare di imparare tutti i trucchi del vento e della corrente all’interno di minuscole barchette a vela, simili più che altro a vasche da bagno, chiamate Optimist.
Eravamo una gran bella squadra, composta da circa 20 ragazzini ingestibili e irruenti, uniti da profonda amicizia e dai colori della bandiera del nostro circolo. Onestamente eravamo anche molto bravi e nei mesi primaverili giravamo tutta l’Italia per partecipare a regate nazionali, cercando di primeggiare e portare a casa qualche trofeo.

Dovendo trasportare via terra le nostre piccole barchette, l’unico mezzo possibile era il “vecchio” pulmino, che regolarmente inbarcavamo nel traghetto per Napoli per raggiungere il giorno dopo la località della regata. Ovviamente non eravamo gli unici a partire da Palermo, in quanto anche gli altri circoli velici della città partecipavano alle regate nazionali. Vi lascio immaginare tutti i cori da stadio e gli sfottò che le nostre menti avevano ideato per certificare la nostra supremazia…

Una volta terminata la regata, si caricavano gli Optimist nel carrello, si risaliva nel “vecchio” pulmino e si faceva ritorno verso casa, direzione porto di Napoli, per imbarcarci nel traghetto per Palermo. Capitava quasi sempre che arrivavamo qualche ora prima, e non potendo salire nel “Caronte”, dovevamo necessariamente capire come impiegare il tempo a disposizione. Essendo chiaramente stanchi per le gare e per il tragitto, il rischio di far scoppiare qualche litigio era sempre incombente.

Non avevamo nessuna notifica Facebook da controllare, nessun sito da consultare, nessuna applicazione da scaricare, ma tantissima voglia di giocare. E allora come utilizzare il tempo a disposizione?

I nostri allenatori di vela, dei ragazzi poco più grandi di noi, ma con lo stesso spirito ludico/sportivo, ci radunavano nella piazzola del Porto di Napoli, convocando anche le squadre degli altri circoli che come noi si ritrovavano lì ad aspettare l’imbarco, e con la bandierina del gommone ( o con quello che avevamo a disposizione) davano il via ad una mega sfida sul Gioco del Fazzoletto, dove la nostra irruenza e la profonda voglia di divertirsi, nonostante la stanchezza, poteva essere sfogata all’ennesima potenza. Il massimo della goduria era quando a sfidarsi erano le squadre dei diversi circoli. Avevamo un’altra occasione per ribadire la nostra supremazia… o a volte per lasciare qualche briciola anche agli altri!

Onestamente non credo che oggi i ragazzini che rientrano da una regata di Optimist (o da una gara di qualsiasi altra disciplina), abbiano lo stesso spirito creativo e la stessa voglia di giocare.

Vi andrebbe di dimostrargli come si fa?

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