di Lisa Biondo

La città di Palermo è suddivisa amministrativamente in 8 parti, che in realtà non sono mai entrate veramente a far parte del cuore dei palermitani, da un lato per l’eterogeneità dei quartieri in esse contenute, dall’altro per il loro esclusivo ruolo politico-amministrativo. Allora perché non utilizzare un evento come gli Urban Games per offrire alla cittadinanza la possibilità di appropriarsi di questa scala amministrativa sconosciuta, di sentirla propria, di conoscere i suoi abitanti e di sentirsi squadra anche solo per un giorno?

Il luogo di svolgimento della 1° Tappa ha messo d’accordo tutti in breve tempo. Le proposte elaborate dal gruppo di lavoro miravano ad identificare tutti quegli spazi verdi (parchi, giardini, aree attrazzate), presenti all’interno delle diverse circoscrizioni, e che fossero adatti a trasformarsi nelle Urban Arenas di accoglienza delle future tappe. Ma perché però proprio il Parco della Favorita per la prima sfida?

La Favorita, con i suoi 400 ettari, è il parco per eccellenza della città di Palermo, il suo polmone verde. Si trova ai piedi del più “bel promontorio del mondo” ed è patrimonio dell’intera città, non solo di un singolo quartiere. È uno spazio verde sottoutilizzato che merita, forse più di ogni altro, di essere vissuto da tutti, e non solo per una scampagnata a Pasquetta o per il Primo Maggio, essendo inoltre attraversato giornalmente da migliaia di persone che, rinchiuse in auto, riescono solamente ad annusare dal finestrino l’enorme risorsa ecologica che il parco rappresenta.

Numerose sono le iniziative organizzate ogni anno per far rivivere questo luogo, per restituirlo alla città e ai suoi cittadini. Ultima in ordine cronologico è stato l’evento “Verso la Favorita” che ha ospitato laboratori e iniziative, con l’obiettivo di promuovere l’uso attivo e rispettoso del parco e contribuire a diffondere le potenzialità di fruibilità dello stesso.
Gli Urban Games non hanno certo la presunzione di risolvere con un torneo sui Giochi da Strada problematiche urbane lunghe e sofferte, come quelle della riqualificazione della Favorita. Quello che si prefiggono è solo di aggiungere un piccolissimo tassello all’enorme puzzle…

L’obiettivo principale rimane quello di regalare, attraverso i giochi di strada, un momento di gioia, di pura felicità e riportare, per qualche ora, il parco alle funzioni che deteneva quando nel 1799 Ferdinando III di Borbone lo fece realizzare: il sollazzo e il divertimento.

E che questi giochi tengano a mente la celebre frase scolpita sul Teatro Massimo: “Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenir”.

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