Di Eliana Pitti

 

Vi è mai capitato di dare una vecchia trottola a un bambino e vederlo subito distratto perché “non succede nulla”? Quanto è raro oggi vedere un adolescente creare un passatempo con poco o nulla, inventare una storia intrigante che dia inizio a un’attività con gli amici o fraternizzare non parlando di console, cellulari e strumenti tecnologici?

Recuperare i giochi tradizionali significa riscoprire la propria storia, le proprie origini, il senso di appartenenza alla propria terra. Il gioco è parte della cultura e figlio del tempo, è l’espressione più autentica del desiderio di socializzare, che è tipico dell’uomo.

Molti giochi della tradizione si ritrovano in tutta Italia e hanno una storia comune, perché i bambini, sopratutto nella prima metà del 900, si spostavano da una parte all’altra dello “Stivale” con le proprie famiglie e modificavano il gioco adattandolo al nuovo contesto. Dai quattro cantoni, alla campana, al tiro alla fune, a un due tre stella, al girotondo e alle decine di versioni esistenti di ognuno di questi. I nomi dei giochi cambiavano da città a città, e perfino da quartiere a quartiere. Anche le regole cambiavano, ma restava la fantasia e la spontaneità di questi giochi organizzati sul momento.  Giocare per strada significava conoscere i sentimenti forti della vittoria, della sconfitta, della rivincita, su un marciapiede, in una piazzetta, in un luogo conquistato per il gusto di divertirsi.

Ecco il perché della nascita degli Urban Games – Palermo Mob: non un torneo organizzato ma un vero e proprio “assedio”,  la conquista di una zona della nostra città. Ci ritroveremo in un’area urbana, una zona in cui i bambini in passato disegnavano porte sui muri per giocare a calcio, o segnavano ciottoli per delimitare il campo da gioco. Un ritorno alle antiche tradizioni, un ritrovarsi insieme all’improvviso per sorprendere, giocare e stupire il pubblico che, se vorrà, potrà anche unirsi a noi. Insieme ripescheremo dalla memoria i giochi dell’infanzia, quelli che venivano ideati e organizzati nei contesti di povertà tipici del dopoguerra, che si facevano per strada dove non c’erano tante automobili come oggi. E i bambini, armati di buona volontà, di voglia di divertirsi e del bisogno di socializzare, si costruivano i loro giochi con quel poco che c’era a disposizione.

È una giornata aperta a tutti, per far conoscere e per ricordare insieme come si trascorrevano i pomeriggi per strada, nelle piazzette o nei vicoli, fin quando la mamma, disperata, ci urlava anche più di una volta di tornare a casa. Nel mese di Giugno, in occasione della prima tappa degli Urban Games – Palermo, ci siamo ritrovati nell’area Case Rocca del Parco della Favorita per trascorrere una giornata all’insegna del divertimento, riscoprendo attività come ruba bandiera, ciechi e zoppi, la corsa a tre gambe, il gioco dell’uovo e tanti altri.

Una giornata felice che non vediamo l’ora di trascorrere di nuovo insieme ai cittadini palermitani, in un ambiente veramente urbano, per riscoprire gli spazi poco valorizzati della nostra città e le nostre origini, per fare amicizia e semplicemente per svagarci.

Quindi “save the date”: Sabato 24 Ottobre ore 17:00! Presto vi sveleremo la location…

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